GDPR e privacy sul CV: cosa cambia per i candidati

Con l’introduzione del GDPR – Regolamento Generale sulla Protezione Dati – entrato in vigore in tutta l’UE dal 25 Maggio 2018, anche l’Italia si deve adeguare alle nuove norme sulla privacy. Visto il suo impatto molto importante anche nel mondo della ricerca e selezione, dedico questo articolo a GDPR e privacy sul CV: cosa cambia per i candidati.

Quando si scrive un CV per l’Italia, uno degli errori più gravi, banali e frequenti è sempre stato quello di dimenticarsi di scrivere l’Autorizzazione al trattamento dei dati personali, per autorizzare chi riceve la candidatura (che sia il datore di lavoro o il recruiter di turno etc.) appunto a “trattare” i dati coperti e tutelati dalla legge sulla Privacy italiana e ora dal GDPR.
Senza questa autorizzazione infatti, le aziende non possono utilizzare i dati personali contenuti nel CV e quindi la tua candidatura rischia di andare a vuoto, di essere scartata a prescindere, perché le aziende non possono contattare te candidato.

Con l’entrata in vigore del GDPR, una situazione che già prima era importante, ora è ancora più stringente in quanto sono previsti un accanimento dei controlli e  diverse sanzioni: da un mera diffida amministrativa a sanzioni fino ad un massimo di 20 milioni di euro (o il 4% del fatturato annuale) a seconda della fattispecie.

QUALE DICITURA INSERIRE NEL CV?

Ve ne sono diverse valide. La più breve, che consiglio, è:

  • Autorizzo il trattamento dei miei dati personali contenuti nel CV ai sensi del Dec. Leg. 30/06/2003, n. 196 e art. 13 GDPR 679/16

Oppure forme più complete come:

  • Autorizzo il trattamento dei dati personali contenuti nel mio curriculum vitae in base all’art. 13 del D. Lgs. 196/2003 e all’art. 13 GDPR (Regolamento UE 2016/679) ai soli fini della ricerca e selezione del personale.

Precisare che l’autorizzazione al trattamento dei dati viene rilasciata per le sole finalità connesse alle attività di selezione del personale è facoltativo e, pertanto, sconsiglio le formule più lunghe.

LA LEGGE DI RIFERIMENTO

In Italia ciò che regola la Privacy ed i Dati Personali è sempre il Decreto Legislativo Dlgs 196 del 30 giugno 2003 (“Codice della privacy” – Testo unico sulla Privacy della Repubblica italiana), che ora si somma alla disciplina anche a livello Europeo secondo il GDPR 2016/679 – Regolamento Europeo sulla Protezione Dati, che rafforza e rende più omogenea la protezione dei dati personali tra gli Stati membri.

Autorizzare un’azienda al trattamento dei dati personali la solleva da eventuali responsabilità e possibili problemi legati al mancato rispetto della ormai nota legge riguardo la Privacy, pertanto , in assenza della dichiarazione del trattamento dati, chi riceve il CV non può fare alcun uso dei dati in esso contenuti.

Non tutte le imprese devono adeguarsi allo stesso modo: le imprese più piccole (es. da meno di 250 dipendenti, tema da approfondire in altre sedi) possono disporre di maggiore flessibilità nella gestione dei dati personali contenuti nei CV, pur dovendo rispettare le stesse linee guida generali. È impensabile, infatti, che un piccolo locale di ristorazione possa munirsi degli stessi costosi software per la gestione dei candidati come farebbe una grande azienda!

DOVE INSERIRE L’AUTORIZZAZIONE?

È sufficiente copiare la dichiarazione in calce, ossia al termine del CV in fondo all’ultima pagina, esplicitando tale consenso per essere certi che l’azienda possa contattarvi senza remore.

La firma nel CV non è strettamente necessaria, ma è sempre meglio apporre una firma digitale o scannerizzata.
Stampare il CV, firmarlo e scannerizzarlo (come suggerito da alcuni incompetenti) è una PESSIMA idea, sia perché ciò compromette la leggibilità del CV stesso, sia perché questo aumenta di dimensioni e diventa un file di immagine (a prescindere che sia in PDF), col rischio di essere bloccato da vari software per dimensioni eccessive e non venire visto dai software ATS per la tracciatura delle candidature, perché potrebbero non riconoscere più il testo.

COSA CAMBIA PER I CANDIDATI?

A livello pratico, succede quanto segue (con le relative conseguenze):

  1. qualsiasi candidatura deve necessariamente passare per i canali ufficiali messi a disposizione delle imprese, datori di lavoro ed agenzie di recruiting o di lavoro interinale, quali siti web ufficiali per le candidature e/o software ATS per la tracciatura delle candidature: altre modalità di archivio dei CV non sono più valide.
  2. Pertanto, non è più possibile inviare “candidature a casaccio” tramite LinkedIN o altri canali non ufficiali direttamente alle persone fisiche
  3. Solo dopo che il CV è stato inviato secondo le modalità ufficiali, è possibile inviarlo alle persone fisiche come promemoria, ma in ogni caso deve contenere l’autorizzazione aggiornata e deve essere accompagnato da un esplicito collegamento all’offerta di lavoro e relativo numero identificativo
  4. Quando ciò non è possibile (ad es. perché ci si candida presso una piccola impresa), è opportuno inviare il CV per email, esplicitando che si tratta di una candidatura spontanea (possibilmente già indirizzata verso un dato ruolo o posizione).
  5. Diventa molto più facile per te candidato ottenere la cancellazione dei propri dati da un’impresa o agenzia e poter meglio mantenere un controllo sui propri dati.
  6. Se non ti attieni a tali pratiche, ora il rischio che la tua candidatura venga sistematicamente ignorata anche se sei la persona giusta al momento giusto è davvero molto alto.

PS: se tutto questo ti sembra una inutile complicazione di un sistema (il recruitment) già complesso di per sé: hai ragione.
Lo scandalo Facebook & Cambridge Analytica ha solo reso noto un problema di cui la giurisprudenza discuteva da mesi, se non da anni, ed il rischio di “regalare” i tuoi dati preziosi soprattutto alle grandi imprese del web è sempre presente. Se ormai non si può più tornare indietro, mi permetto un commento fuori tema invitando tutti (me compreso) a prestare sempre la massima attenzione al nostro comportamento on-line (e off-line) a favore di un utilizzo più consapevole e prudente delle nuove tecnologie.

Hai bisogno d’aiuto con il CV o a superare le interviste?
Contattami:

Mattia Loy
ilcurriculumvincente@gmail.com

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