Curriculum professionale per imprese e liberi professionisti

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Sei un libero professionista o un’impresa? Hai mai pensato che anche tu hai bisogno di un CV professionale per proporre te o i tuoi collaboratori e vendere ai tuoi clienti?

Se la risposta è “sì”, sto per darti alcuni consigli davvero utili per ottenere il risultato che cerchi!

Se non ne eri già consapevole, permettimi di darti un ottimo motivo prima di procedere.

Infatti, una delle difficoltà maggiori nel vendere in Italia è rompere il muro di diffidenza che caratterizza molti potenziali nuovi clienti, per via un po’ delle fregature che effettivamente ci sono in giro, un po’ per via della scarsità economica che porta le persone a porsi particolarmente sulla difensiva davanti agli sconosciuti ed alle novità. Ed anche le imprese sono fatte di persone.

Mettiti nei panni dell’altra persona: se tu fossi un’impresa, apprezzeresti se un consulente o un’altra impresa, oltre a chiederti i tuoi sudati soldi, si proponesse con trasparenza per dirti chi è, che cosa ha già fatto e fornirti delle garanzie su quello che potrebbe effettivamente fare per te? Certo che sì!

Ora, un CV aziendale non è sempre utile a tutti e nello stesso modo ma è utile soprattutto a:

      • consulenti e liberi professionisti

      • venditori, key account e business developer

      • project manager

      • piccoli imprenditori a contatto con i clienti, start-up e frontman dell’impresa in generale

    Il CV, se fatto bene, contribuisce ad essere un prezioso elemento di marketing, sia che abbia la forma di un CV cartaceo da inviare al cliente per email o stampato, sia che abbia la forma di un profilo LinkedIn, Xing etc. ben curato! In tal caso, però, c’è da valutare l’approccio da scegliere in quanto tali profili social possono essere compilati sia come un CV e sia come una “Landing page” o “Pagina di atterraggio” per i clienti, a seconda della posizione e funzione della singola persona nell’impresa).

    Ora, cosa differenzia un CV per la ricerca lavoro da uno aziendale, per vendere?

    Ecco i 7 punti chiave!

        1. Brand – deve essere “brandizzato” su carta intestata o con un layout grafico che rispecchi ed esalti in tutto e per tutto il logo ed i colori aziendali. Un esempio a livello grafico lo trovi sotto e riguarda la Remax, la nota agenzia immobiliare.

        1. Sintesi – il CV deve essere tendenzialmente di una pagina, non due. La pagina 2, eventualmente, può essere sfruttata per altri elementi di contorno, come referenze di clienti o “prove verità” come fotografie del lavoro svolto. Ciò avviene per due motivi. Il primo è che i clienti hanno ancor meno voglia di leggere dei recruiter ed il secondo è che, essendo un CV non per le assunzioni ma per un’impresa, anche le informazioni contenute dovranno essere di meno e diverse.

        1. Focus sui risultati – ok, questa è una parte in comune con i CV normali ma sicuramente puoi inserire e valorizzare ciò che di buono hai fatto per altri clienti con l’esperienza lavorativa attuale, meglio ancora se si tratta di clienti simili per settore e categoria a quelli nuovi che vuoi approcciare

        1. Nascondere i precedenti datori di lavoro, oggi concorrenti – Esatto. Tu non vuoi fare pubblicità alle precedenti imprese per cui hai lavorato ma solo a quella attuale. Quindi dovrai rimodulare tutti i contenuti dei precedenti lavori eliminando ciò che non serve più a nulla e lasciando a livello “minimal” le esperienze che ti danno autorevolezza di ruolo e di settore. Se, per esempio, oggi lavori in Microsoft ed in precedenza hai lavorato per Google, ti conviene lasciare in evidenza tale esperienza perché denota la tua conoscenza di settore e competitor ma dovrai minimizzarla in modo da fare pubblicità alla tua mandante attuale e non a quella precedente!

        1. Valorizza mission, vision ed elemento differenziante – Come da brochure di marketing, anche il tuo CV aziendale deve essere una espressione di tali elementi. Bastano poche parole per ricordare perché lavori (oltre i soldi, ovviamente), che valore aggiunto porti al cliente e come lo fai.

        1. Sostituisci le competenze chiave con i servizi – Questa è facile: nella parte in cui metti le tue 6, 8 o 9 competenze chiave, sostituisci tali voci con i servizi che offri al cliente.

        1. Concludi con una chiamata all’azione – Ogni CV, oltre alle informazioni, deve sempre includere una riga finale che inviti il potenziale cliente a fare qualcosa, fosse anche solo rimandare ad un altro documento di marketing, a visitare un sito web o a contattarti per delle informazioni.

      Eccoti l’esempio promesso (che mi fu richiesto come volutamente minimal per una promozione interna, conoscendo le preferenze del lettore, che infatti portò alla stipula del contratto di lavoro voluto)

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