Il CV bello bello in modo assurdo che non serve a niente

Studio dei casi: il CV bello bello in modo assurdo che non serve a niente.

Da poco, un potenziale cliente di Curriculum Vincente mi ha contattato, incuriosito dalle sempre più numerose testimonianze di efficacia del mio lavoro ma anche dubbioso per la sobrietà grafica dei miei CV.

“Eh ma io vedo molti miei colleghi con CV coloratissimi e belli!
Con Master alla Bocconi ed esperienze in multinazionali e….”

STOP! Qui innanzitutto i problemi sono due e sono distinti:

  1. Riguardo la prima parte del “cv coloratissimi e belli“, ti ripeto quanto già specificato più volte sulle pagine di Curriculum Vincente: NON SERVONO A NIENTE E SONO CONTRO-PRODUTTIVI. Infatti, se ti proponi con un CV troppo carico di elementi decorativi, finisci soltanto per distrarre il recruiter, per rendere più scomoda la stampa del file, specialmente in bianco e nero, e soprattutto stai comunicando implicitamente che ti servono espedienti come colori accesi e grafica per coprire la pochezza della tua sostanza.
  2. Io non scrivo bugie su nessun CV: la mancanza di grandi esperienze o qualifiche innanzitutto non è un problema di per sé (chi ti ha detto che è necessariamente meglio?) perché dipende dal ruolo, posizione e contesto in cui ti candidi. Essere troppo “grossi” e forti significa anche costare di più e rischiare di essere percepiti come sovra-qualificati. E, se è un problema di competitività, non riguarda la scrittura del CV ma i contenuti: parlo delle tue esperienze e scelte di vita soggettive – che  comunque si possono risolvere con del coaching fatto assieme.

Ora, semi-citando il mitico, divertente e sarcastico film Zoolander di Ben Stiller, c’è decisamente altro nella vita oltre un CV “bello bello in modo assurdo” ed è la sostanza di quello che hai fatto in passato, dei tuoi traguardi, della tua capacità di produrre valore per un’impresa e di trasmetterlo in prospettiva al lettore tramite uno strumento che non solo è scritto bene ma che denota competenze come capacità di sintesi, espressione, orientamento al cliente, organizzazione e buon gusto, oltre che di conoscenza ed utilizzo dei programmi di Microsoft Office.

Ragionaci un attimo: pensi forse che avere un CV più bello degli altri ti faccia guadagnare punti sulla concorrenza? Oppure che possa farlo un CV che realmente parla di te e fa capire che sei più bravo dei tuoi concorrenti, più allineato alle richieste dell’azienda che potrebbe assumerti e più compatibile con i suoi valori?

Solo questo, come spiegato nei vari articoli, rende il tuo curriculum davvero vincente, non renderlo bello ma vuoto: ciò lo farà finire solo nella pila degli scarti e, se stai cercando semplicemente un CV bello a guardarsi ma privo di sostanza, allora non sei pronto per entrare nel mondo di successi di Curriculum Vincente.

In caso contrario, l’indirizzo per una valutazione gratuita del tuo CV e per contattarmi per il coaching e gli altri servizi è questo:

ilcurriculumvincente@gmail.com
Mattia Loy

 

Domande frequenti sul formato del CV

Dedico questo articolo al formato del CV, per approfondire il tema e rispondere alle relative Domande Frequenti.

1: Uso dei colori, sì o no?

cv-coloriQuesto è un tema controverso: da un lato i colori, anche nel testo, tendono a far emergere il CV dalla massa ma anche ad appesantirlo e a dare fastidio ai recruiter, sia quando questo viene stampato (consuma più inchiostro e rallenta la stampa) sia se e quando viene letto da professionisti daltonici.
In Italia è generalmente un po’ più apprezzato che in UK: ad esempio il mio amico Ben Shorter, trainer di ADECCO Londra, è a favore solo dei CV snelli ed in bianco e nero. Continua a leggere