La fotografia nel curriculum vitae: quale è vincente e quali no

L’IMPORTANZA DELLA FOTOGRAFIA NEL CV:
COSA FUNZIONA E COSA COSA TI VA CONTRO

La propria fotografia nel curriculum è un elemento molto importante che viene spesso sottovalutato oppure omesso da molti professionisti in cerca di lavoro, che ricorrono alla scrittura amatoriale del curriculum.

Questo è un errore madornale (tranne che per cercare lavoro nel Regno Unito, dove non va assolutamente messa) perché riduce le tue possibilità di emergere tra la massa per accedere alle interviste. Continua a leggere e scoprirai quali sono le uniche due tipologie di foto che funzionano e quali, invece, equivalgono ad una squalifica quasi certa.

Per prima cosa, spiego a cosa serve la foto nel curriculum:

  • a farsi ricordare dal recruiter o datore di lavoro, dando un volto al nome
  • a supportare l’impatto emotivo, complementare a quello razionale delle informazioni inserite
  • a trasmettere valori, attributi e tratti di personalità positivi come precisione, affidabilità, serietà, professionalità, cura di sé, precisione, solarità, bella presenza etc.

Capisci dunque la sua importanza ed il vantaggio competitivo che questo elemento può darti a parità di competenze! O meglio, quello che perdi in competitività se lo trascuri. A poco serve pensare “voglio essere valutato per le mie competenze e non per il mio aspetto” perché il tuo aspetto è parte della tua persona. La peggior “furbata” che fanno in molti è non mettere la propria foto sul CV per poi metterne una pessima su LinkedIN, che è la prima cosa che un recruiter guarda per approfondire il profilo.

Tutto il resto sono chiacchiere ed andiamo a vedere cosa fare e cosa no.

E, siccome so quello che faccio, in questo caso ci metto letteralmente la faccia!
So bene che non te ne importa proprio niente di vedere quanto mamma mi ha fatto bello, ma utilizzare un mix di foto da repertorio ed altre fatte di per l’occasione è l’unico modo che ho per mostrarti gli errori più tipici riguardanti la fotografia nel CV senza ricorrere ad immagini di altre persone, affinché tu possa evitarli ed andare subito per la direzione giusta.

7 tipi di foto da evitare nel tuo curriculum

Il selfie in cui mostri quanto sei bello/a.
Al recruiter o al datore di lavoro non interessa a meno che tu non ti stia candidato per un lavoro da modella o simili, per il quale la bellezza è effettivamente un requisito. I narcisisti non piacciono a nessuno.
Evita quindi foto troppo pepate, da “poser” (colui che sta in posa), fatte col cellulare.

Foto in cui hai un aspetto trasandato, fatte “tanto per”. Sono tipiche dei giovanissimi che pensano di dover adempiere ad un semplice dovere burocratico e che quindi non pensano affatto ad ottimizzare e valorizzare la propria immagine.
Simili foto (anche se splendide foto ricordo) sono spesso fatte con capelli spettinati e in disordine, abiti non professionali per stare comodi, sfondi non neutri (come l’ambiente domestico, una strada o altri elementi non pertinenti) ed una illuminazione sbagliata, che spesso contribuisce a mettere il viso in ombra  – in particolare gli occhi – creando delle inquietanti occhiaie artificiali. Un pessimo biglietto da visita, devastante per le prime impressioni.

Foto con altre persone: un classico di chi pensa “qui sono uscito bene, scelgo questa”. Se la motivazione è simile a quella del selfie, il risultato è quello di confondere il selezionatore che non capisce chi è il proprio interlocutore.
La foto deve trasmettere chiarezza e supportare la percezione di chi legge, non creare ambiguità quindi anche questo tipo di foto va evitato.

Foto sfuocate e mal tagliate: succede molto più spesso di quanto tu possa pensare. Si tratta di una potenziale variante del precedente errore, dove i candidati scelgono una propria fotografia tratta dalla vita quotidiana, poco nitida, che ritagliano all’altezza del mento in modo da eliminare ogni altro elemento di contorno o persone presenti con loro in quel momento.
Se la tua foto nel CV è come questa, stai comunicando a chi ti guarda che sei approssimativo e sfuggente e che non ti importa poi molto di relazionarti in modo costruttivo col prossimo.

Foto con smorfie o visi minacciosi: farsi una foto professionale da soli non è affatto un’impresa facile. Spesso non si riesce a gestire la propria mimica facciale, ovvero il controllo dei muscoli del viso che sono responsabili delle espressioni, perché troppo concentrato nel realizzare la propria foto. Sorridere in modo giusto, non sguaiato e volgare nelle foto, è molto importante: se nonostante numerosi tentativi il risultato è dato da smorfie innaturali frutto della tensione o visi cupi, minacciosi ed ombrosi, si rischia di trasmettere una brutta prima impressione al selezionatore: meglio non mettere nulla piuttosto che mettere una foto brutta.

Foto con occhiali da sole, elementi di disturbo ed ambiguità: un altro errore molto frequente è quello di inserire foto di sé stessi con occhiali da sole che coprono gli occhi (elemento importantissimo per il contatto sia nel CV che nella vita reale, che devono sempre essere scoperti), scritte sulle magliette o qualsiasi altro elemento che fa riferimento ad attività diverse dal lavoro per il quale ci si propone (es. la mia chitarra è irrilevante se non sono un musicista!). Anche questi sono elementi che generano una forte ambiguità nel lettore, che non riuscirà ad immaginarti nel ruolo vacante e vanno assolutamente evitati.

Foto ritoccate. Visti i potenti mezzi a nostra disposizione, potrebbe venirti in mente di elaborare una tua foto  con Photoshop, altri famosi programmi di grafica o quelle ridicole app per cellulari che consentono di allargarti gli occhi (o altri) per migliorare il tuo aspetto. Questo è un discorso di verità graduali: utilizzare questi programmi per rimuovere qualche capello fuori posto o qualche elemento di disturbo come un’ombra indesiderata va bene, ma non devi MAI arrivare a mentire sul tuo aspetto. Pensa alla reazione del selezionatore che si fa un’immagine di te e poi vede arrivare una persona quasi totalmente diversa! Daresti l’immagine di un furbetto disonesto e poco affidabile, squalificato ancor prima di iniziare.
Peggio ancora se vede che hai – come nella foto – la pelle insolitamente patinata e gli occhi palesemente artificiali!

Fototessera. Ultimo ma non meno importante, in tanti fanno confusione tra una foto con le dimensioni di una fototessera ed una fototessera a tutti gli effetti.
Le fototessere sono terribili una volta che vengono digitalizzate tramite uno scanner e poi messe sul CV, anche perché risentono del flash e di una cattiva illuminazione.
L’ideale è mettere solo gli originali forniti già in formato PNG p JPG da una macchina digitale (come uno smartphone o macchia fotografica moderna).

gli unici 2 TIPI DI FOTO per un curriculum vincente

Arrivati sin qui, hai solo due opzioni che sono realmente utili per completare il tuo Curriculum Vincente!

Foto rappresentativa della tua professione: si tratta di una tua foto chiara e pulita che ti ritrae  nello svolgimento del tuo lavoro e della professione che intendi continuare a svolgere. Un esempio è dato dalla foto dell’amica Oksana, alla quale ho fatto un CV anche come giardiniere e vivaista: ecco quindi che ritrarsi con una propria composizione floreale tra le mani aiuta a predisporsi in modo positivo per il futuro lavoro, fornendo un’anteprima tangibile delle proprie competenze.
Vuoi lavorare in una fumetteria? Fatti una foto con la maglietta di Batman. Vuoi fare l’allenatore sportivo? Mettiti una maglietta per fare sport e fai vedere che sei il primo a praticare ciò che insegni. Vuoi candidarti come infermiera in una clinica privata? Fatti una foto col camice da ospedale e la mascherina in mano! Sempre rispettando le 7 regole che troverai tra poco.
A volte basta semplicemente uno sfondo simbolico, come il mare per un esperto di nautica, a patto che non sia un elemento di disturbo ma solo di complemento.
Non sempre però questo è possibile, soprattutto per le professioni più intellettuali o per alcune manuali. Se fai il macellaio pensi di poterti proporre con una mannaia in mano ed il grembiule sporco di sangue per via del lavoro? Può essere molto facile passare da un’immagine pittoresca che ti racconta ad una pacchiana e stereotipata o peggio grottesca e di pessimo gusto! Quindi, quando ciò non è possibile o non opportuno, c’è il secondo tipo di foto.

 


Foto in abito professionale e consono al lavoro:
 è quella tradizionale dove ci si propone in giacca e cravatta o versioni un po’ più “sbottonate” in base alla professione ed all’età. Proporsi in giacca e cravatta a 18 anni fa ridere e si rischia di non essere presi seriamente, mentre proporsi in doppiopetto per un lavoro al supermercato non è opportuno.

le 7 regole da rispettare per una foto vincente

  1. Viso bene illuminato con occhi ben visibili
  2. sorriso leggero, per indicare positività e predisposizione alla cooperazione: niente esagerazioni con i denti in vista
  3. aspetto curato, pulito ed ordinato
  4. per le donne un leggero make-up e fondotinta sono sufficienti, per gli uomini che portano la barba questa deve essere ben curata
  5. dimensioni da fototessera, per indicare una disponibilità alla conoscenza e non ego troppo sviluppato che fa sottintendere arroganza e presunzione
  6. sfondo neutro ad alto contrasto con la figura (es. parete celestina con giacca scura)
  7. nessun elemento di disturbo sul fondale

So che tutto questo è più facile a farsi che a dirsi ed è per questo che avvalersi di uno studio fotografico per completare il proprio CV è un ottimo investimento che si ripaga con più interviste e quindi maggiori possibilità di ottenere il lavoro dei tuoi sogni.

Dubbi? Domande? Scrivimi!

Mattia Loy
ilcurriculumvincente@gmail.com

2 pensieri su “La fotografia nel curriculum vitae: quale è vincente e quali no

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.