Il tailoring del CV – il curriculum a misura d’offerta

tailoringIl “tailoring” del CV è una tecnica importantissima –  forse la più importante di tutte per scrivere un CV vincente – che prende il nome dal termine inglese “tailor” (sarto) e indica la tecnica con cui un candidato adatta su misura il proprio CV sulla base di un annuncio di lavoro o profilo di una compagnia, proprio come un sarto farebbe con un abito realizzato su misura per la  persona che lo indosserà.

Per quanto un CV sia fatto bene, infatti, non raggiungerà mai il massimo dell’efficacia sino a quando non viene personalizzato non solo sul candidato ma anche sul ricevente.
Come insegnano le migliori pratiche in psicologia, infatti, la comunicazione deve essere orientata sia allo scopo che al destinatario! E così il tuo CV.

Svolgere il tailoring del CV non significa né stravolgerlo né mentire (anche perché ho ben spiegato qui cosa potrebbe succedere) ma solo capire quanto segue:

Non puoi raccontare tutta la tua vita professionale in due pagine, soprattutto se aumentano qualifiche, responsabilità ed anni di esperienza! Devi quindi selezionare le informazioni utili tra tutte quelle disponibili e fornire al potenziale datore di lavoro solo quelle che ti rendono il più vicino possibile al profilo ricercato o utile per l’impresa (nel caso di una candidatura spontanea).

Prima di proseguire, voglio specificare bene un concetto importante: adattare su misura il proprio CV tramite il tailoring significa rispettare sempre la realtà dei fatti, certamente mostrati con un approccio intelligente, orientato al cliente e non ingenuo.
Non si deve mai mentire, soprattutto se utilizzi anche LinkedIN: là dove il tuo CV è uno strumento dinamico e flessibile, LinkedIN è uno strumento statico che non puoi cambiare ogni 2 minuti e che può essere usato dal tuo datore di lavoro o chi per lui per verificare i dati presenti nel tuo CV.
Pertanto le informazioni tra CV “tailorizzato” e LinkedIN non devono andare in contrasto o perderai di credibilità e, con essa, la fiducia del potenziale datore di lavoro, venendo così escluso dai processi di selezione.
LinkedIN deve rimanere lo strumento di riferimento per farti trovare on-line (assieme ai database web, dove carichi la versione generica del tuo CV) e per chi vuole eventualmente approfondire le informazioni su di te.
Il tuo CV rimane sempre e comunque una “sales letter” o brochure di vendita personale che va adattata in base allo scopo specifico: i due strumenti devono lavorare in sinergia.

In questa sede io do per scontato che tu abbia già seguito le precedenti guide e che abbia già ridotto il tuo CV a due pagine, quindi …

iniziamo: il tailoring e le basi della tecnica

Quando devi adattare il tuo CV su misura per un lavoro, ci sono solo due casi:
1) una candidatura spontanea ad un’azienda che conosci
2) in risposta ad un annuncio di lavoro (dove l’azienda può essere ignota)

La prima cosa da fare sempre è documentarti sul tuo potenziale datore di lavoro, che sia un’impresa o una persona fisica. Quasi sempre puoi farlo tramite il suo sito web, dove trovi tutti i dati che ti servono: la storia, i prodotti e/o servizi, la mission e vision organizzative (perché un’azienda esiste e dove vuole andare) ed ogni altro tipo di elemento che ti serve per adattare il tuo CV. Altrimenti trovi le informazioni utili nel testo dell’annuncio con l’offerta di lavoro.

Gli elementi che puoi modificare nel tuo CV per un tailoring corretto sono:

  • il cappello introduttivo al tuo CV, dove puoi inserire delle motivazioni, note di rilievo ed interessi specifici per il ruolo o la compagnia per la quale ti proponi
  • l’elenco delle tue competenze chiave, inserendo quelle che hai ma che potresti non includere sempre o togliendo quelle non richieste o irrilevanti per il ruolo specifico.
  • i tuoi hobby ed interessi, dove puoi inserire interessi coerenti col settore di competenza del futuro datore di lavoro. Ad es: se ti proponi alla Ferrari, inserisci (sempre se è vero) che hai la passione per la guida, meccanica, automobili e motori etc.
  • le tue precedenti esperienze lavorative, formative ed i traguardi conseguiti internamente, che sono l’evidenza e lo strumento con il quale tu mostri al datore di lavoro le tue competenze. Questo è sicuramente il punto più importante.

Tutto il resto, come date, durate dei lavori, mansioni etc, non può essere modificato, al massimo escluso. Infatti, quando editi le tue precedenti esperienze lavorative, puoi intervenire in due modi:

  1. gestire l’elenco delle precedenti esperienze lavorative, eliminando quelle meno importanti per la posizione vacante o azienda bersaglio e/o aggiungendo lavori secondari che non sempre metteresti, perché brevi od occasionali, ma che sono coerenti con la posizione a cui miri e che nel caso specifico ti fanno guadagnare punti perché dimostrano esperienza, passione e conoscenza di quel settore e lavoro.
  2. gestire le mansioni e traguardi che hai conseguito all’interno di ogni singola attività, selezionando quelli più coerenti e di interesse per il nuovo lavoro e limitando tutti gli altri.

Il risultato che devi ottenere è mettere in mostra quelle competenze, qualità e valori richiesti in modo esplicito in un’offerta di lavoro, o quelli che comprendi (o presumi) che possano essere d’interesse ad un’azienda nel caso di una candidatura spontanea.
Avrai dunque massimo 3 CV da utilizzare:

  • un CV generale da utilizzare per i siti web e le agenzie di ricerca e selezione del personale
  • massimo due CV già orientati per due tipologie di ruoli o settori specifici, che modellerai di volta in volta in base alle caratteristiche del ricevente, assieme alla tua lettera di presentazione.

È vero che che adattare il CV richiede tempo, ma porta risultati molto migliori che inviare centinaia di CV tutti uguali e non orientati al cliente, per quanto validi.
Ti accorgerai inoltre che, se stai facendo bene il tailoring, le richieste per i singoli lavori sono grosso modo simili e cambiano le sfumature, come il gergo tecnico o l’accento su alcuni dettagli.
Ti accorgerai anche che, stai facendo male il tailoring, se ti ritrovi ad inviare più di 4 versioni radicalmente differenti del tuo CV cercando di adattarlo a troppi tipi di lavori differenti tra loro, vedrai che tenere traccia di tutto quello che stai inviando diventa un problema.
In tal caso, o stai sbagliando qualcosa nel metodo, o hai un problema nel focalizzarti sui tuoi obiettivi perché magari hai svolto una carriera da generalista o una carriera frammentata, dove hai dovuto svolgere più lavori non coerenti tra loro, ad esempio come conseguenza del precariato e della crisi.

la gestione delle competenze NEL CV: ESEMPI PRATICI

Le competenze sono divise in due categorie (qui riportate in modo molto semplificato):

  1. competenze dirette: sono quelle capacità tecniche e teoriche relative al “saper fare” che possono essere direttamente collegate a professioni specifiche (o gruppi di professioni affini). Alcuni esempi possono essere l’utilizzo di un tornio,  di un computer, scrivere un articolo di giornale, parlare una lingua straniera, diagnosticare una malattia, assemblare un motore, disossare un prosciutto, vendere e via dicendo. L’elenco sarebbe praticamente infinito.
  2. competenze trasversali: sono quelle capacità pratiche che sono potenzialmente utili in qualsiasi contesto lavorativo, a prescindere dalla professione, settore o ruolo. Alcuni esempi possono essere la comunicazione, il lavoro di gruppo, la leadership, l’organizzazione personale e del lavoro, le capacità di coordinamento, la gestione del tempo e così via.

Quanto ti dico sulle competenze è importante perché le competenze dirette sono anche più rigide (non per niente in inglese si chiamano “hard skills” anche per questo motivo) e sono più difficili da trasferire da un settore diverso all’altro.

(esempio 1) Se tu sei un tecnico per la Lamborghini e sei specializzato in motori di automobili sportive di lusso, quello sai fare e non puoi usare questa competenza per re-inventarti come ingegnere navale senza l’adeguata formazione (ammesso che basti) “perché tanto è sempre settore metalmeccanico”. Il salto è troppo grande, mentre è minore se tu dovessi ad esempio passare alla IVECO per la produzione di veicoli da trasporto industriali e lo sarà ancora minore se dovessi passare alla FIAT o alla Maserati. Le competenze acquisite alla Lamborghini potrebbero esserti molto utili se tu volessi cambiare e candidarti per un lavoro alla Ferrari, perché Ferrari e Lamborghini sono due case automobilistiche che operano sempre nelle auto sportive di lusso, pur con le dovute differenze.
Il fatto importante per il tailoring è che, quanto tu maturi esperienza, automaticamente acquisisci un ampio set di competenze dirette e nel CV potrai selezionare quali inserire in base sia alla tua esperienza che in base a quanto richiesto per ricoprire una data posizione.
Anche per chi non capisce niente di motori, è facile intuire come questi non possano essere tutti uguali e dunque chi ci lavora svilupperà più competenze dirette, alcune delle quali possono essere richieste per il nuovo lavoro, mentre altre no. Il tailoring serve proprio per mostrare le competenze che tu già possiedi e che sono richieste per un nuovo lavoro e riassumere ai minimi termini quelle non richieste in una riga, come valore aggiunto ma senza che il lettore si focalizzi su quello che non serve. Tutta l’attenzione del recruiter o del datore di lavoro deve andare solo su ciò che ti fa combaciare il più possibile con quanto richiesto dal nuovo lavoro.

Con le competenze trasversali è diverso, perché le competenze di leadership, comunicazione o organizzazione del lavoro le puoi acquisire in ogni settore di lavoro e, in questo caso, il tuo compito è quello di mostrare al futuro datore di lavoro che tu possiedi le competenze trasversali grazie alle precedenti esperienze di lavoro, a prescindere che queste siano o non siano coerenti col nuovo settore di lavoro nel caso di un cambio di carriera.
Ad esempio “saper gestire i clienti” è in realtà una competenza trasversale che richiama alla comunicazione ed ai rapporti interpersonali: tu la possiedi se hai lavorato come venditore in un negozio o come agente di commercio, spesso come cameriere in un ristorante o come barista o in mille altri contesti. Certamente ci sono differenze tra i vari settori e ruoli, ma sta a te valorizzare le tue esperienze precedenti per portare il valore delle tue competenze trasversali nella nuova realtà lavorativa, soprattutto quando hai dovuto fare lavori mal retribuiti e temporanei per pagarti gli studi e sei pronto ad iniziare la tua vera carriera.

Anche gli studi e la formazione sono collegati alle competenze pertanto, se mai dovessi trovarti nella situazione di dover inviare una candidatura per un lavoro per il quale sei sovra-qualificato ma che ti interessa veramente (ad esempio come “piede nella porta” per entrare in una compagnia e poi fare carriera dall’interno), allora dovrai rimuovere eventuali Master post-lauream e forse anche la laurea stessa, a seconda dei casi, o verrai scartato perché “troppo qualificato per questo lavoro che per il candidato sarà certamente un ripiego temporaneo“. Ma su questo ci tornerò nei prossimi articoli. Allo stesso modo, cerca di mettere in evidenza eventuali corsi di formazione particolarmente coerenti per una data posizione, a costo di cancellare o riassumere in una riga quelli meno pertinenti.

 Ti propongo altri esempi ancora più precisi:

(esempio 2) Sei un manager (te lo auguro), ed hai lavorato in passato nella ristorazione come barista o cameriere. Queste esperienze sono importanti per i neo-laureati perché indicano già un minimo di esperienza lavorativa e carattere (lavorare per pagarsi gli studi è sempre un’ottima cosa) ma normalmente diventano sempre meno utili per te più si va avanti con la carriera, tanto da dover essere rimosse se sono più vecchie di 5 anni. Se invece lavori nel settore della ristorazione o si presenta la possibilità di un cambio di carriera per lavorare per un grosso albergo, allora quelle esperienze diventano oro nel tuo CV perché indicano un’alto livello di comprensione del settore e della struttura che si andrà ad amministrare, relativo anche ai piani più bassi. Ecco quindi che dovrai toglierle o inserirle a seconda dei casi, preparando 2 o 3 versioni del tuo CV come detto prima.
Lo stesso identico discorso riguarda la carriera come store manager: senza la gavetta come shop assistant ovvero come addetto alle vendite in un negozio è difficilissimo essere considerati.

(esempio 3) Un caso reale: di recente ho aiutato una mia cara amica a realizzare il suo nuovo CV vincente, dato che lei è molto brava in due lavori diversi: è un’ottima psicologa clinica e psicoterapeuta specializzata in psiconcologia nonché un’ottima hostess di volo per note compagnie aeree. Lei ha re-investito i guadagni come hostess per pagarsi gli studi: il rovescio della medaglia è stato ritrovarsi con un CV lunghissimo, formato da esperienze di lavoro in apparenza non coerenti tra di loro, che la rendeva poco appetibile sia a nuove compagnie aeree (loro penseranno “questa vuole fare la psicologa, ci lascerà alla prima occasione!”) che a strutture medico-sanitarie (loro penseranno “questa ha fatto la hostess, non ha esperienza!”). Il risultato col sistema di Curriculum Vincente ed il tailoring sono stati due CV diversi, basati sicuramente sulla stessa struttura, dove uno è focalizzato sul lavoro da psicologa clinica e psicoterapeuta che racconta come il lavoro da hostess è servito per pagare gli studi e come certe competenze (come la gestione dell’utenza e delle emergenze maturate dentro gli aerei) siano utili anche in ambito clinico; il secondo invece esalta l’esperienza da hostess rafforzata dagli studi in psicologia che appunto consentono una più efficace gestione dell’utenza e delle eventuali emergenze (come attacchi di panico o conflitti) durante i viaggi in aereo.
Lei, come detto, è davvero brava in entrambi i settori ma un solo CV la fa apparire agli occhi del lettore come una persona non dotata della giusta motivazione, atteggiamento e costanza per lavorare bene in nessuno dei due settori, mentre in realtà è l’esatto opposto. Focalizzandosi invece su un settore alla volta e dimostrando con attenzione ed onestà gli elementi fattuali che invece vanno a favore di una professione o per l’altra prese singolarmente, il CV è molto più efficace.

È un gioco di specchi e di prospettive, dove chi vince è colui che sa comunicare meglio degli altri i fatti che meglio si avvicinano al profilo richiesto dal datore di lavoro.

Come ti dissi infatti nelle prime pagine del blog di Curriculum Vincente, non puoi avere un CV passivo dove speri che il lettore colga il tuo talento e idoneità per un ruolo ma devi fargliele vedere tu subito, tramite il tailoring ed un forte ed esplicito matching con la posizione vacante e/o con l’azienda dove vorresti lavorare.

E – indovina un po’ – se sai di non essere adatto per un lavoro in questione – è meglio se non ti candidi proprio prima di perdere tempo tu e farlo perdere agli altri.

il tailoring in risposta ad un annuncio di lavoro

Quando rispondi ad un annuncio di lavoro potresti non sapere chi sia l’azienda che assume ma il testo dell’annuncio contiene ciò che ti serve sapere: i requisiti richiesti dal datore di lavoro per ricoprire la posizione.
Se tu li possiedi (o ne possiedi almeno la maggioranza) dovrai essere sicuro che il tuo CV e la tua lettera di presentazione contengano esattamente quello che è richiesto nell’annuncio prima di inviarli. Per raggiungere questo risultato:

  • valorizza tutte le  tue esperienze e competenze coerenti con i requsiti citati dal datore di lavoro soprattutto nell’ultimo lavoro svolto e nel penultimo (quelli più letti)
  • ricalca la stessa terminologia che viene usata nell’annuncio
  • elimina o riassumi fortemente ciò che non serve in modo da far risaltare all’occhio del recruiter gli elementi di maggior interesse
  • nella lettera di presentazione spiega in modo descrittivo come soddisfi i requisiti presenti nell’annuncio citando esempi pratici in cui hai dimostrato di avere le competenze richieste
  • se ti manca qualcosa, spiega come puoi compensare o che hai qualcosa di valore simile (ad esempio se è richiesta l’abilità con un certo tipo di gestionale e a te manca, spiega che sei molto bravo con un gestionale simile e che ci metteresti poco ad imparare a usare il nuovo).

Questo che segue è un esempio di annuncio di lavoro per segretaria, scelto apposta per dimostrarti che il metodo funziona con tutti i tipi di professioni. Si tratta di un annuncio di lavoro reale, scritto mediamente male come tanti se ne trovano, dal quale è però è possibile individuare le competenze richieste.

“Ricerchiamo per impresa di servizi cliente, la figura di una segretaria che svolgerà il ruolo di personal assistant della direzione amministrativa e avrà quindi la responsabilità di gestire l’agenda e gli appuntamenti del direttore, rispondere al centralino e smistare la posta elettronica, gestire l’organizzazione di riunioni ed eventi.
Ottime doti interpersonali, velocità di apprendimento, competenze informatiche di base, discrezione, educazione e riservatezza.
Disponibilità lavorativa full-time.
Inserimento con rapporto di lavoro a tempo, secondo la normativa vigente.
Per candidarsi alla posizione lavorativa è necessario allegare il cv vitae.”

Tu ci sei riuscito? Sono queste:

  • Esperienza pregressa nel settore dei servizi
  • Esperienza nel ruolo di segretaria e personal assistant della direzione amministrativa (include varie sotto-competenze come la gestione del tempo, buon ascolto, saper prendere appunti alle riunioni in modo ordinato etc.)
  • competenze nel settore amministrativo: include fatturazione, archivio, rapporti con banche ed uffici postali e affini
  • gestione dell’agenda e gli appuntamenti del direttore
  • rispondere al centralino
  • smistare la posta elettronica
  • gestire l’organizzazione di riunioni ed eventi
  • Ottime doti interpersonali = presenza, comunicazione, educazione, maniere
  • velocità di apprendimento
  • competenze informatiche di base = uso di Windows, Office, Outlook e navigare in internet
  • discrezione e riservatezza nella gestione dei dati sensibili ed informazioni confidenziali
  • Disponibilità lavorativa full-time = niente studi in corso o altri lavori
  • se si parla di direzione, probabilmente leadership e comunicazione possono essere utili

Se vuoi lavorare come segretaria, il tuo CV deve rispondere a queste domande chiave:

  • che cos’hai che ti qualifica per il ruolo?
  • quali esperienze di lavoro hai svolto che sono coerenti con quanto richiesto?
  • che traguardi hai conseguito che possono sostenere le tue affermazioni?
  • che episodi puoi citare (anche piccole cose) che dimostrino tue qualità come la velocità di apprendimento o le buone maniere?
  • che episodi puoi citare che dimostrino le tue competenze effettive come l’uso del computer?

Se riesci a rispondere a tutte queste domande per ogni requisito e a far trovare tali risposte nel tuo CV e nella tua cover letter in modo chiaro e leggibile, rimuovendo ciò che è al contempo inutile, allora stai facendo il tailoring nel modo giusto ed il tuo è un vero Curriculum Vincente!

(esempio 4) Un caso reale: proprio questi giorni al lavoro stiamo ricercando un agente di commercio per un cliente specializzato in ricambi per mezzi agricoli. Ho ricevuto molte candidature da parte di professionisti validi ma il processo di ricerca e selezione è stato particolarmente duro perché nessuno di loro si è premurato di mettere in evidenza nel proprio CV le esperienze e/o le conoscenze di specifico interesse per il ruolo in questione, ovvero tutto ciò che dimostra una padronanza del prodotto, del settore e della clientela.
Le componenti di mietitrebbia e trattori non sono le stesse dei veicoli per uso urbano, anche se il settore è sempre quello metalmeccanico / automotive.
Tutti mi hanno inviato il CV così come è, raccontando le loro esperienze ad esempio nel settore lubrificanti o dei veicoli industriali in generale e ciò mi ha portato a sprecare tempo per chiamare tutti per capire se avessero degli elementi di valore per il mio cliente.
Se invece almeno uno dei candidati mi avesse inviato un CV già orientato, “alleggerendo” le descrizioni dei lavori meno rilevanti ed esaltando il proprio know-how relativo al mondo dei veicoli agricoli tramite frasi chiare e mirate, allora avrebbe stracciato la concorrenza garantendosi un primo posto con l’azienda cliente per l’assunzione.
“Fantastico: questo tizio è proprio quello che mi serve”, avremmo pensato prima io e poi il cliente, perché il tailoring contribuisce all’ “effetto WOW” del CV.
Anche la cover letter è importante come rinforzo, ma quasi nessuno me l’ha inviata e chi lo ha fatto ha scritto lettere di nessun valore perché piene delle solite frasi abusate e non dimostrabili sulle proprie qualità personali o – peggio – i soliti “copia & incolla”.

So che quanto ti ho scritto sino a qui è più facile a dirsi che a farsi: per una sana tecnica di copywriting sono necessari anche esperienza, intuito, creatività e sensibilità.
Le mie guide sono ricchissime di contenuti di altissima qualità, gratis per te, ma non posso trasmetterti qualità personali maturate negli anni. Pertanto sono sempre a tua disposizione se vuoi inviarmi il tuo CV a ilcurriculumvincente@gmail.com per una valutazione gratuita!

Mattia Loy
Esperto in ricerca e selezione del personale e coach occupazionale
Specialista n.1 in Italia nella scrittura professionale del curriculum vitae

7 pensieri su “Il tailoring del CV – il curriculum a misura d’offerta

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