Bugie nel Curriculum Vitae

bugia_biancaForse la cosa non ti sorprenderà ma circa il 60% dei candidati mente quando scrive il proprio curriculum vitae, anche i migliori.
Quelli però che si tengono il lavoro non sono i più bravi a mentire ma i più onesti, che al massimo si limitano a piccoli accorgimenti per smussare gli angoli.

Ci sono infatti piccole bugie bianche nei CV che vengono tollerate, mentre mentire in modo grave – anche se potrebbe potenzialmente farti avere un lavoro – ti porterà inevitabilmente a farti scoprire, per poi essere sbugiardato, licenziato e forse denunciato.

Premesso che un approccio onesto e sincero è sempre il migliore, ci sono casi in cui il sistema distorto può spingere i candidati ad abbandonare la retta via: in questo articolo ti spiego quindi cosa non devi assolutamente fare e cosa rischieresti mentendo sul tuo CV.

Ho deciso di affrontare a muso duro questo argomento controverso perché so che, specialmente nel Sud e nelle isole, la situazione può essere così disperata da portare alcune persone a mentire in modo esagerato pur di vincere la competizione per il lavoro, specialmente quando la crisi economica ha costretto a lunghi periodi di disoccupazione forzata molte persone che poi non sanno come giustificare tale inattività quando cercano lavoro. Per non parlare  poi dei casi tragici di giovani laureati suicidatisi dopo l’ennesima intervista fallita.
Tuttavia quando si mente, vengono meno alcuni elementi fondamentali per il datore di lavoro, come la fiducia, senza considerare le conseguenze in ambito legale che possono scaturire soprattutto se si dichiara il falso in occasione di un concorso pubblico. Pertanto…

Non puoi assolutamente mentire su:

  • i tuoi dati anagrafici
  • visto di lavoro o permessi vari
  • la formazione, i titoli di studio, le qualifiche, certificazioni e relativi voti
  • esperienze lavorative
  • competenze realmente possedute
  • il tuo stipendio precedente
  • dati oggettivi in generale, facilmente verificabili

Sono in tanti, infatti, che cadono nel panico e pensano: “oddio, sono troppo vecchio, devo lavorare ma non sono sufficientemente qualificato, esperto, capace; se vedono lo stipendio basso che avevo nella vecchia compagnia penseranno che non merito il nuovo posto di lavoro etc.”, considerando così l’idea di mentire su questi temi.

Ma la verità verrà  a galla nel corso del tempo, quando ad es. ti verrà chiesto di portare i dovuti documenti e certificazioni per gli aspetti fiscali-burocratici della tua assunzione, durante lo svolgimento delle attività lavorative quando ti verrà chiesto di fare cose che non sai fare – ammesso che tu sia stato particolarmente bravo nel mentire ai recruiter – oppure quando ti verranno chieste delle referenze tracciabili per verificare il tuo lavoro precedente.
Mentire su questi aspetti per sembrare più grossi, agguerriti e competitivi  in realtà può essere anche controproducente oltre che rischioso, perché si corre il rischio di allontanarsi dal profilo ricercato dalle imprese e di essere poco credibili, per non parlare degli aspetti etici relativi.

Puoi invece:

  • impostare il tuo CV proponendoti appena un gradino sopra quello che hai fatto, ad un livello coincidente con il livello di sfida che sei pronto ad accogliere nell’immediato nel tuo settore.
  • inserire un domicilio diverso dalla tua residenza attuale per facilitare le assunzioni presso un’azienda collocata in una città diversa da quella in cui vivi, utilizzando ad esempio l’indirizzo di parenti o amici che potrebbero ospitare mentre cerchi una stanza in affitto. In questo caso devi però essere in grado di trasferirti in tempo record, non dico con le valigie già pronte per partire ma quasi: trasporti già noti, alloggio pronto e disponibilità immediata.
  • rimuovere alcune competenze e titoli nel caso in cui tu sia sovra-qualificato per un lavoro che ti serve nell’immediato, magari per riavviare una carriera dentro una nuova compagnia o per necessità economiche – ad esempio perché la tua precedente compagnia è fallita e tu sei rimasto a spasso ed hai l’urgenza di uno stipendio mentre cerchi di meglio.
  • rimuovere la tua data di nascita dal CV per non essere discriminato in base all’età per i lavori che non impongono limiti particolari, quando ormai sei avanti negli anni e l’età non è più un vantaggio. Non sta scritto da nessuna parte che sia obbligatorio metterla e sta poi a te dimostrare quanto tu sia attivo, energetico e giovanile nell’animo a a prescindere!
  • non inserire i demeriti o motivi di fine rapporto, che sono tema da intervista e non da CV

Come vedi, tutte queste non sono bugie, ma giuste e lecite strategie per accedere alle interviste senza discriminazioni.

Sono bugie bianche che vengono tollerate:

  • stiracchiare un minimo l’inizio e la fine delle precedenti esperienze di lavoro, per occultare periodi di disoccupazione e inattività superiori ai 3 mesi. In questo caso puoi anche essere creativo ed utilizzare altre motivazioni per riempire tali periodi di disoccupazione, ad esempio inserendo viaggi all’estero per il perfezionamento delle lingue straniere, corsi di formazione o pause dal lavoro per gestire le tue proprietà o per esigenze personali fuori dall’ordinario, rigorosamente da approfondire solo in sede di intervista e mai sul CV.
  • aumentare un minimo la quantificazione dei tuoi risultati (es. quanto hai venduto o i soldi che hai fatto risparmiare all’azienda) ma senza esagerare, perché i datori di lavoro conoscono il loro settore e penseranno che sei o un fenomeno o un bugiardo patentato: se menti su un dato puoi aver mentito su tutto il resto.
  • inserire nel tuo ultimo lavoro quelle competenze, responsabilità o mansioni che hai svolto non nell’ultimo lavoro ma in quelli precedenti e che ti sono richieste per il nuovo lavoro (o categoria di lavori) per cui ti candidi, aggiunte a quelle che hai veramente svolto.

Attenzione, qui non ti sto suggerendo di mentire: ti sto solo dicendo che queste bugie bianche non danneggiano l’azienda che ti assume, dato che non cambiano la sostanza dei fatti riguardo il candidato. Pertanto vengono generalmente tollerate, se e quando vengono scoperte e non portano a ripercussioni sul candidato.

Voglio però spendere qualche parola in più sull’ultimo punto: quella è forse la bugia più rischiosa di tutte ma può anche essere necessaria per quei professionisti che, per necessità, sono stati costretti a deragliare dal proprio percorso professionale ideale, accettando così lavori molto diversi dai precedenti e che desiderano tornare a svolgere il loro lavoro ideale.
Qui la bugia bianca sta nel “quando”, perché non si tratta di mentire sulle tue reali competenze e capacità, ma di ricorrere ad un espediente per essere considerati dai recruiter. Non tutti i colleghi sono infatti bravi come il sottoscritto, che cerca sempre di capire chi ha di fronte: altri sono talmente oberati di lavoro da non poter dedicare sufficiente tempo alla lettura dei CV (o sono semplicemente dei superficiali) ma si limitano a leggere il cappello introduttivo e l’ultimo lavoro svolto prima di approfondire i curricula, discriminando ed avvantaggiando così i candidati che hanno avuto un percorso più lineare (ma non necessariamente il migliore).
Questa strategia non sempre è applicabile e dipende molto dalla divergenza tra il vecchio ed il nuovo lavoro: se hai dovuto lavare le scale per mantenerti per 6 mesi, non potrai certo includere competenze da cardio-chirurgo ma se ad esempio sei giovane e hai dovuto lavorare da McDonald’s per mantenerti col servizio al banco quando il tuo lavoro è di operare come manager di magazzino, puoi dire che hai anche gestito il magazzino del ristorante in aggiunta alle ordinarie mansioni, etc.
In questo senso, se due torti non fanno una ragione, siamo sul limite dell’eccezione alla regola solo per ovviare a quelle disfunzioni note nel settore del recruitment soprattutto in realtà congestionate come Londra: non è assolutamente concesso inserire competenze che non hai!

Preciso inoltre che c’è una differenza tra un’omissione strategica ed una bugia bianca e che …

un Curriculum scritto bene ed adattato bene, come vedrai nel prossimo articolo, è ancor meglio della più innocente delle bugie bianche, perché consente di trasformare delle apparenti debolezze in punti di forza.

Cosa rischi quando menti

Il caso più semplice ed indolore è quello del contratto a tempo indeterminato, che consente al datore di lavoro una marcia indietro nei confronti del lavoratore incompetente all’esito del periodo di prova, dove il licenziamento arriva senza bisogno di fornire motivazioni.

I rischi aumentano quando invii il tuo c.v. ad una Pubblica Amministrazione, ad esempio per un concorso pubblico: secondo la Corte di Cassazione nella sentenza n. 15535 del 2008, la falsificazione potrebbe condurre al reato di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, con possibile reclusione fino a due anni.
C’è anche il reato di false dichiarazioni sull’identità o su qualità personali proprie: ogni attributo che serva a distinguere un individuo nella personalità economica o professionale, include cariche lavorative inventate.

Se sei un libero professionista, invece, e menti sulle esperienze o le collaborazioni in realtà mai avvenute o che hai sovradimensionato, puoi incorrere nell’illecito deontologico e la sanzione disciplinare da parte del relativo Consiglio dell’Ordine professionale.
Potresti non ultimo vederti intentata contro una causa per risoluzione del contratto ed eventuale risarcimento del danno, oltre  alla restituzione dei compensi già corrisposti, secondo le norme del diritto civile che regolano i rapporti pre-contrattuali (quelli che portano alla firma del contratto, prima ancora che l’accordo sia siglato).

Altri due motivi per cui mentire è sconveniente e non è da Curriculum Vincente sono che:

  1. mentire richiede uno sforzo cognitivo molto alto, ricordandosi come, dove, quando e a chi hai mentito: riuscirai a ricordarti a quale compagnia hai inviato una versione fasulla del tuo CV e a quale no, specialmente se invi dai 50 ai 100 CV al giorno tutti i giorni?
  2. oggi siamo nell’era di internet e LinkedIN ed è molto facile incrociare i profili per verificare le informazioni: non puoi avere un profilo pubblico ben chiaro e presentare ad un’azienda il tuo CV completamente diverso!

In sostanza, i furbi hanno sempre vita breve, perché le bugie vengono a galla molto velocemente anche se si è bravi a mentire quanto Frank Abagnale, straordinario falsario interpretato magistralmente da Leonardo di Caprio nel film “Prova a Prendermi” (gran film, lo raccomando caldamente). Pertanto, nel nostro caso, mentire nel CV ed alle interviste non risolve il problema della disoccupazione del singolo individuo.
La sincerità detta bene rimane dunque la strada migliore per iniziare un rapporto di fiducia e lunga cooperazione con qualsiasi impresa e, se proprio tu dovessi cedere alla tentazione – ma ti ripeto ancora che è sempre meglio non farlo – allora è bene se ti limiti a quei punti che non compromettono tale rapporto di fiducia e che sono funzionali solo all’ottenimento di interviste.

Quindi non fare il furbo ma sii veramente intelligente e pensa a costruirti una carriera solida anche se parti da precario, focalizzandoti su una direzione ed organizzandoti per prevenire a monte la necessità di mentire: le verità ben dette e ben scritte ti porteranno sempre maggiori benefici della più innocente delle bugie.

Mattia Loy
ilcurriculumvincente@gmail.com

7 pensieri su “Bugie nel Curriculum Vitae

  1. G. ha detto:

    Buongiorno.
    Sono stata assunta da un’azienda con mansione di Aiuto commesso di banco – Livello 5°, come da classificazione del CCNL Terziario per svolgere in realtà mansioni da impiegata/segretaria. Cosa dovrei scrivere nel CV? posso indicare la mansione di impiegata?
    Grazie mille.

    • Mattia Loy ha detto:

      Puoi indicare il ruolo con il quale lavori: non è una bugia. Spiegherai poi in intervista che sei stata assunta con un contratto che non corrisponde alle mansioni realmente svolte.

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