Come usare LinkedIN – dal profilo alla bacheca (parte 2)

LinkedIn_NetworkRispondo qui alla precedente domanda: ora che ho un profilo altrettanto vincente, come uso LinkedIN in modo vincente?

Di per sé LinkedIN è un enorme motore di ricerca e già funziona se, semplicemente, ci sei e hai compilato un profilo con le corrette parole chiave che ti rendono trovabile. Per sfruttarlo al meglio però ci sono tre principali attività da compiere:

  • allargare la rete di contatti
  • sfruttare il potenziale dei gruppi di discussione
  • gestire al meglio la tua bacheca

Quest’ultimo punto è quello in cui la maggior parte delle persone fa degli errori madornali e sto per spiegarti perché.

Come ti dicevo, dopo aver completato il tuo profilo a regola d’arte, lo step successivo sta nell’allargare la tua rete di contatti in modo sano e graduale. Come si dice “connettersi, non collezionare!” Lo sviluppo sano lo fai connettendoti sia con le persone che conosci che con nuovi contatti con cui vuoi instaurare dei rapporti professionali, impegnandoti poi a sviluppare le conversazioni interagendo con le persone, scrivendosi in privato e commentando in modo costruttivo i post dei contatti.
Preciso meglio il concetto già introdotto nel post precedente: se con i tuoi contatti pre-esistenti che già sono iscritti non ci sono problemi, con quelli nuovi il metodo giusto è quello di connetterti con persone con le quali hai delle reali affinità, come interessi professionali convergenti, formazione, aziende di interesse per le quali si è lavorato, gruppi di interesse etc. Più allarghi la tua rete di contatti, più è facile essere visti ed entrare in contatto con i recruiter, gli head hunters, contenuti di valore ed annunci di ricerca e selezione del personale pubblicati sulle bacheche oltre che la possibilità di interagire con decisori chiave di altre compagnie, per lo scambio di relazioni strategiche.
Invitare sconosciuti a casaccio invece può essere inutile o addirittura controproducente, perché può esporti potenzialmente al furto di informazioni, contatti e clienti da parte di dipendenti della concorrenza, che magari non riconosci immediatamente (i tuoi contatti son risorse, non sottovalutare questo rischio); può abbassare il tuo status (che ci fa il dirigente di reparto di una compagnia con la barista del bar sotto l’ufficio?) o esporre te ed i tuoi contatti a troppi contenuti pubblicitari indesiderati.
Un’ottima regola in questi casi è quella di personalizzare il messaggio di benvenuto quando ti colleghi con un nuovo professionista, spiegando chi sei e cosa cerchi od offri, per poi scambiare due parole per cementificare la conoscenza. Diventa poi più facile ricontattare le persone nel momento di bisogno.

L’altra attività molto diffusa è quella di partecipare ai gruppi tematici di LinkedIN. Lo scopo qui è di arricchirti e confrontarti con altri professionisti. Anche questa può essere un’attività da svolgere in modo moderato per aggiornarsi, scambiarsi consigli ed informazioni, prendere una partecipazione attiva su temi caldi etc.
I gruppi solitamente hanno un alto potenziale in questo senso ma, per la mia esperienza, ogni gruppo è a sé: non esiste regola per dire che tutti i gruppi su LinkedIN sono in assoluto una risorsa o una perdita di tempo. Va valutato caso per caso. Alcuni sono già una miniera d’oro, altri vanno coltivati e fatti crescere mentre altri sono solo un vicolo cieco.
Se cerchi di farti assumere direttamente partecipando ai gruppi, sappi che non ci riuscirai perché ciò che tu fai è un valore aggiunto di supporto ad un profilo ordinato, con le parole chiave corrette e supportato da una rete crescente di contatti e da un comportamento sempre professionale.

La bacheca: l’errore più diffuso. Proprio perché LinkedIN è un grande motore di ricerca e database di profili, devi vederlo come due facce della stessa medaglia. il tuo profilo è un elemento statico, indicizzato con visibilità di lunga durata, mentre i post che scrivi hanno vita breve, vengono spinti infondo nella bacheca senza fine (come Facebook) perdendosi nel dimenticatoio molto velocemente ma possono anche diventare virali e fornire ottima visibilità.
Per questo motivo, molte persone tendono ad inondare la propria bacheca di contenuti, senza pensare a chi li leggerà ma solo sperando che questi riscontrino il maggior numero di consensi tra il più ampio pubblico possibile. Non c’è nulla di più sbagliato.
Su LinkedIN infatti la reputazione e l’immagine sono essenziali e, se una persona non ha niente di interessante da dire, è meglio che non pubblichi niente. O che almeno non pubblichi contenuti ma si limiti a commentare in modo costruttivo ciò che dicono gli altri.
I contenuti di scarso valore o poco interessanti ti faranno infatti apparire (e quindi essere, nella mente di chi vi guarda) un professionista altrettanto di scarso valore e poco interessante.
Evita ciò che non riguarda il lavoro (tuo ed in generale) e lascialo su Facebook o altri account.
E, se il tuo lavoro riguarda professioni poco usuali per LinkedIN (dalla modella al panettiere), non comportarti come con gli altri social network buttando i tuoi selfie o le foto e dei tuoi prodotti, ma seleziona solo quei contenuti che sono giusti per un pubblico di professionisti, come potrebbero essere le tue foto quando pubblicizzi un prodotto specifico, accompagnato da una bella storia, o un articolo che spiega gli aspetti professionali dietro alla commercializzazione e produzione del tuo prodotto.
Attenzione poi che noi recruiter non vediamo esattamente di buon occhio quelli che di continuo scrivono e pubblicano fiumi di articoli: quando e quanto può lavorare veramente una persona che spende così tanto tempo per scrivere articoli e per partecipare ai gruppi, per commentare sempre tutti i contenuti degli altri? In UK è un po’ diverso, dato che per molti pendolari è cosa comune usare LinkedIN durante le svariate ore di viaggio giornaliero in treno ma da noi il contesto è diverso e bisogna capirlo.

Ma soprattutto conta come i contenuti vengono proposti al pubblico.
Su LinkedIN vendi la tua immagine e la tua professionalità, non i tuoi prodotti: se da un lato tutti hanno diritto ed il “dovere” di starci, non tutti possono proporsi allo stesso modo anche perché LinkedIN è nato originariamente per le professioni di più alto livello, includendo col tempo tutta una varietà di professioni non previste inizialmente.
L’ennesima vignetta sul leader vs. capo/manager o l’ennesimo test di intelligenza (o meglio stupidità) o le foto di te al mare non sono di nessun interesse, tanto meno i tuoi tentativi di vendere ricette di cucina, seghe circolari (due esempi reali che ho visto coi miei occhi) o qualsiasi altra innovazione tecnologica. Come puoi proporti allora nel modo corretto?
Io per davvero ho visto persone cercare di vendere queste cose su LinkedIN ma una simile vendita non funziona perché è un marketing sbagliato, dove si cerca visibilità ad ampio spettro anziché identificare i propri utenti target e comunicare nello specifico con loro, restando focalizzati su di loro.
Se lavori per una compagnia che produce e vende seghe circolari, non ti basta mettere video del tuo prodotto su LinkedIN per vendere: sei nel posto sbagliato. Piuttosto, inseriscili nel tuo profilo aziendale ed in quello dei tuoi dipendenti, fai il cross-link con Youtube,  realizza video avvincenti sulle cose spettacolari che puoi fare (a molti piacciono i macchinari e certi tipi di tecnologia meccanica: li trovano affascinanti) completati con commenti che spiegano dove sta l’innovazione, che ti aiutino a proporre i tuoi contenuti come un aggiornamento tecnico-scientifico (o comunque di interesse).
Pubblica certi contenuti con estrema parsimonia, perché se inizi a pubblicarli ogni due minuti finirai per stancare la platea, che smetterà di seguirti senza manco dirtelo e ti ritroverai isolato senza saperlo! Devono essere dei cordiali promemoria, non un martellamento continuo come invece dovrebbe essere in altri contesti dove sei già in contatto diretto col tuo audience.
Se invece sei un cuoco, non pubblicare ricette di piatti in continuazione su LinkedIN (magari su Facebook sì): mostra piuttosto le tue foto ad un concorso nazionale, racconta di come hai avuto l’ispirazione e, se proprio sei in buona, scrivi la ricetta del piatto che ti ha fatto vincere il concorso di chef a Parigi nel 2014 quando oggi (2016) ne commemori l’anniversario, sotto la foto di te con la coppa. Se pubblichi direttamente la ricetta o foto del tuo piatto, stai cercando di vendere il prodotto; se pubblichi la foto di te che vinci ed includi la ricetta come un regalo, allora stai promuovendo la tua immagine e brand personali in modo efficace.

Cosa faccio se ho già un lavoro e non ne sto cercando altri? Dovrei sospendere LinkedIN?

Questa è una domanda che ricevo molto spesso e la risposta è questa: non c’è nulla di male ad utilizzare LinkedIN quando si è già impegnati con una compagnia ma bisogna prendere alcuni accorgimenti. Ad esempio:

  • modifica il tuo cappello introduttivo e la frase che ti riassume (vicino al nome) specificando che sei felice dove sei, che non stai cercando attivamente nuovi lavori e che sei su LinkedIN per scambio di contatti, public relations, socializzare tra colleghi, aggiornamento etc.
  • non inserire troppi dettagli sul tuo lavoro corrente, ma limitati a dire per quale compagnia lavori e quale è il tuo ruolo, senza divulgare informazioni strategiche o i tuoi traguardi sino ad ora, i quali sarebbero invece interpretabili come un tentativo di renderti appetibile per eventuali altre compagnie o recruiter a caccia di talenti e nuove risorse.
  • aggiungi i tuoi contatti con saggezza, senza collegarti con recruiter o dipendenti di compagni e concorrenti.

Concludo con questo: di recente Microsoft ha acquisito LinkedIN. In questa sede non ci interessano le speculazioni finanziarie ma spero solo che Microsoft non snaturi LinkedIN ma anzi potenzi i suoi aspetti professionali e penalizzi ulteriormente i comportamenti di chi lo usa alla stregua di Facebook o di un mercatino delle pulci in cui vendere di tutto.

Ricordati: coltiva il tuo brand personale, pubblica solo contenuti di alta qualità e non scadere mai nella tentazione di andare di volume pur di ottenere visibilità ma mantieni solo un profilo professionale e di alto livello, pronto a dare il meglio quando capita (o ti sei creato con tempo e pazienza) la tua occasione ideale, sia nella vita vera che sul virtuale, intrecciandoli.

 ilcurriculumvincente@gmail.com
Mattia Loy
Esperto in ricerca e selezione del personale e coach occupazionale
Specialista n.1 in Italia nella scrittura professionale del curriculum vitae

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