Come usare LinkedIN – dal profilo alla bacheca (parte 1)

LinkedINContinuo il precedente intervento su LinkedIN passando ora a tre punti fondamentali:

  1. come compilare il proprio profilo
  2. come relazionarsi con i nuovi contatti
  3. come comportarsi in pubblico

Il profilo LinkedIN è molto simile come struttura ad un CV moderno, ma aggiornabile più facilmente. Per questo è sempre più utilizzato anche dalle grandi imprese come formato automatico per la candidatura agli annunci di lavoro. Per assicurarsi di ricevere i migliori talenti, infatti, molte compagnie “illuminate” hanno capito che non devono mettere ostacoli e barriere – come interminabili moduli da compilare ogni volta “perché se tanto il candidato è realmente motivato lo fa” – ma devono rendere le cose semplici per tutti.

Se lo osservi bene, infatti, noterai che è strutturato grosso modo come il formato per un CV vincente che io consiglio:

  • c’è il riepilogo: uno spazio iniziale per un cappello introduttivo
  • l’esperienza: i moduli dove inserire le proprie esperienze lavorative
  • moduli dedicati per formazione, corsi e lingue parlate, così come per le certificazioni
  • la conferma delle competenze, che equivale al riquadro iniziale delle proprie competenze chiave
  • vari moduli di minore importanza dedicati ad argomenti specifici.

E la foto più lo sfondo. Se in alcuni CV la foto non è richiesta, qui invece è uno strumento essenziale che non deve mancare mai. Deve essere sempre professionale, ritraendoti nell’esercizio delle tue mansioni o come sei in ufficio: a volte un approccio più semplice e meno “giacca e cravatta” aiuta a facilitare i contatti con i nuovi sconosciuti, a te la scelta.
Usa anche uno sfondo che ti rappresenta, come quello della tua compagnia o qualcosa a te caro se lavori da solo.

telefonoUn errore madornale o una scelta infelice che in tantissimi fanno è quella di non mettere la propria email e/o numero di telefono nel profilo. A parte che è facilissimo impostare LinkedIN per mostrare certi dati solo ai propri contatti, come pensi di essere contattato da un recruiter se non gli rendi disponibili i tuoi dati? Oggi viviamo in tempi rapidissimi, dove le risorse sono prese non necessariamente dai migliori in assoluto ma da chi sa cogliere le opportunità al volo: ecco quindi che il tempismo diventa una componente importante tanto quanto le competenze e tu non puoi permetterti nessun elemento che ti rallenti nella tua ricerca di lavoro.
Con i moderni smartphone è possibile bloccare rapidamente eventuali molestatori: non ci sono più i rischi che c’erano una volta nel dare il proprio numero di telefono a degli estranei. Ma a questo punto la domanda è spontanea: con chi stai scegliendo di connetterti su LinkedIN se hai paura di divulgare il tuo numero di lavoro?
Se vuoi farti trovare, dunque, è necessario rendere visibili questi due contatti (mail e telefono).

Le differenze con un CV tradizionale e i consigli per una compilazione vincente di LinkedIN sono i seguenti:

  1. il riepilogo/cappello introduttivo: lo spazio consente di raccontare di più di te, chi sei come persona, che lavoro fai esattamente, cosa ami del tuo lavoro, del perché sei su LinkedIN, cosa cerchi e cosa ti aspetti. Unisci una descrizione puntata di chi sei con del testo discorsivo per massimizzare l’efficacia di questo spazio.
    Questo è anche il posto migliore per allegare una copia del tuo CV in formato PDF quando sei in ricerca attiva di lavoro oppure un tuo video preparato su Youtube, se ne hai uno valido.
  2. Esperienze: non c’è il limite del formato di 2 pagine, fermo restando che anche qui è importante scrivere il giusto senza scadere in descrizioni chilometriche che nessuno leggerà mai. Inoltre, il formato di LinkedIN è più stretto di un documento Word e, anche volendo, non è pensabile di proporre una frase per riga.
    Anche qui utilizza un mix di frasi discorsive ed elenco puntato per illustrare le mansioni ed i traguardi conseguiti in passato e per valorizzare anche le compagnie con cui hai lavorato. Qui infatti hai la straordinaria opportunità di collegare (linkare) ogni esperienza svolta alla pagina della compagnia per cui l’hai svolta, una sorta di certificato anti-bugie che implicitamente conferma che ciò che scrivi corrisponde al vero.
    Altro vantaggio è che qui puoi indicare proprio tutto quello che hai fatto, mentre sul CV i professionisti con molta esperienza devono per forza tagliare le proprie esperienze meno importanti. Dato che LinkedIN ha il suo motore di ricerca interno, è importante usare più sinonimi sia nel titolo che nella descrizione delle tue esperienze per farti trovare dai vari recruiter. Ad esempio, se fai l’agente commerciale, usa anche parole come “agente di commercio, consulente vendite, venditore” etc. Per questo stesso motivo, anche esperienze in apparenza poco qualificanti possono portare un valore aggiunto se confermano competenze linguistiche o conoscenza di determinati settori, anche di breve durata, che però sono utili per certi incarichi. Ad esempio, le esperienze nel settore vendite mi sono tornate poi utili per lavorare come consulente Risorse Umane specializzato in ambito commerciale.
    A differenza di un CV normale, qui hai la straordinaria possibilità di includere contenuti multimediali che ti mostrino in azione: foto, presentazioni di vario tipo, video, link a siti web etc. Puoi anche ramificare i tuoi lavori in progetti, dove vai a meglio spiegare cosa hai fatto in ogni singola sotto-attività e dove puoi includere le persone con cui hai lavorato: io ho fatto così con la mia carriera libero-professionale, che è stata molto varia.
    Sui contenuti multimediali puoi essere creativo: puoi mettere foto di te in azione sul campo, testimonianze, progetti ben riusciti, guide che spiegano come tu fai il tuo lavoro meglio degli altri etc. Ma attenzione all’umorismo: è utile per distinguerti ma è una mossa molto rischiosa. Ciò che ti mette in evidenza in questo modo può ritorcerti contro se non è un umorismo molto intelligente, dato che potresti essere preso per un buffone e basta.
  3. La conferma delle competenze è in realtà molto più utile come strumento di ricerca che come conferma effettiva. Sappiamo tutti, infatti, che le persone non sono mai selettive nel confermare le competenze ma questo avviene un po’ a casaccio, spesso in blocco e sulla fiducia. Ciò che conta in tal senso sono le referenze: più ne hai da parte di persone che contano (ed intendo colleghi, capi o clienti verificabili), meglio è per te in tal senso.
    Per le competenze, invece, scrivi tutto ciò che caratterizza il tuo lavoro e metti le prime 10 in evidenza sul tuo profilo. Se, provando a scrivere il nome di una competenza, questa non appare tra le voci pre-esistenti, tu mettila lo stesso e crea così una nuova voce.

Ricordati: non puoi mai sapere quando un recruiter avrà bisogno di te e ti verrà a cercare, ma tenere il tuo profilo LinkedIN in ordine e collegato al tuo CV è un ottimo investimento con un investimento di tempo minimo.
Per questi motivi va bene scrivere il tuo CV e profilo linkedIN in modo simile, ma poi devi necessariamente personalizzare un po’ i contenuti in base ai pro e contro di entrambi gli strumenti e fare del tuo meglio per avere la giusta visibilità.

Ma come si usa LinkedIN una volta che ho il profilo pronto?
Questa è la domanda a cui risponderò col prossimo articolo!

 ilcurriculumvincente@gmail.com
Mattia Loy
Esperto in ricerca e selezione del personale e coach occupazionale
Specialista n.1 in Italia nella scrittura professionale del curriculum vitae

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