L’importanza di LinkedIN nel CV

Se cerchi lavoro, oggi è davvero importante essere presenti sui social network più diffusi, sia per farsi trovare che per consentire ai recruiter di approfondire la tua conoscenza prima di chiamarti: da qui l’importanza di LinkedIN nel CV.
LinkedIN è infatti una delle principali fonti di head hunting (caccia ai talenti) e ricerca del personale usate a livello globale; uno di quei posti in cui ogni recruiter va a caccia di candidati per la propria impresa ed i propri clienti e, se tu non ci sei, rischi di restare invisibile sotto i radar di chi potrebbe offrirti un lavoro quando invece tu vorresti la massima visibilità.
Come direbbe il saggio comico Corrado Guzzanti, “se non lo sapevate, sapevatelo!”

Molti mi chiedono:

Ma LinkedIN serve davvero per tutti?
O solo per le professioni più intellettuali e qualificate?
E davvero funziona anche in Italia?
Che utilità avrei a collegare il profilo al mio CV?

Sto per risponderti a tutte queste domande!

LinkedIN

Permettimi prima di fare un’utile premessa pratica: a differenza di Facebook o di quella esagerazione che è Twitter, LinkedIN non è proprio un “social network” ma un business network dedicato ai professionisti e come tali bisogna comportarsi.

Su LinkedIN possono avvenire nuovi contatti di lavoro, nascere o cementificarsi nuove relazioni, possono trovare spazio offerte commerciali e di formazione, eventi ed incontri tra professionisti oltre che, naturalmente, tutte le attività di recruiting, head-hunting, offerte di lavoro e – come altro lato della medaglia – possibilità di trovare impiego e farsi assumere.

Oltre a tanti validi professionisti, ovviamente, ci sono anche tanti incapaci che pensano che LinkedIN sia una piattaforma dove ogni tipo di contenuto è lecito, che pubblicano contenuti che sarebbero imbarazzanti persino su Facebook e che vedono gli iscritti come un grande mercato pubblico dove vendere direttamente i propri servizi senza nessuna reale strategia di marketing e che finiscono così per proporre contenuti dal valore quasi nullo per il pubblico.
Scendendo verso il basso della scala evolutiva professionale, mi è capitato di incontrare anche degli imbecilli di tal portata che sarebbero degni di un TSO (trattamento sanitario obbligatorio); persone con le quali – come nella vita vera – è meglio non sprecare tempo!
Infatti, come diceva George Carlin, strepitoso comico americano (sì, oggi sono in vena citazionistica con i comici):

“Non cercare mai di intraprendere una discussione seria con un idiota, perché lui ti trascinerà giù al suo livello dove è più forte di te e ti riempirà di botte”.

Dico questo perché anche lì bisogna essere selettivi su come investire il proprio tempo ed energie su LinkedIN e capire come muoversi: chi infatti ci si iscrive sperando che automaticamente piovano offerte dal nulla, resterà altamente deluso a meno che non sia un rarissimo cuoco per sommergibili (pagati anche 200.000 dollari l’anno) o un palombaro specializzato in perle, petrolio o gas  ( tra i 500 e 1300 dollari al giorno tra USA e Australia il primo, 80,000 dollari l’anno il secondo) di cui c’è tanta richiesta e poca disponibilità al mondo.

Andy Bailey submarine chef

20 Andy Bailey vince  premio 2009 come chef di sottomarino nucleare. Telegraph

Risposte alle domande più comuni su linkedin

1) LinkedIN è davvero per tutti? Faccio il macellaio, il venditore o la segretaria: dovrei iscrivermi pure io? Che vantaggi avrei?

Assolutamente sì: attivare il proprio profilo è gratis., non ci sono motivi per non esserci! Inoltre non puoi mai sapere quando qualcuno potrebbe già avere bisogno di un professionista come nella tua zona né quali opportunità in termini di eventi ci sono. Oppure potresti essere il primo ad organizzarli tu! Ma, oltre alla  presenza, c’è il grosso vantaggio del cross-linking tra CV e profilo LInkedIN che ti spiego proprio nel seguente punto.

2) A che serve inserire il link del mio profilo LinkedIN nel mio CV?

Collocato assieme ai contatti, il collegamento incrociato (cross-linking) è estremamente utile per dotare il tuo CV di un’opportunità di aggiornamento delle informazioni contenute, specialmente quando lo lasci nelle banche-dati di un’azienda o di un sito di annunci di lavoro per molto tempo. Consentirai così a chi è interessato di verificare come e quanto sei cresciuto specialmente se il tuo CV viene ripescato dopo molto tempo.
Anche se ti dimentichi di aggiornare il CV che hai caricato su HelpLavoro piuttosto che nella banca-dati della Ferrari sperando di essere chiamato, il collegamento al tuo profilo LinkedIN consentirà al recruiter di restare aggiornato su di te!

Inoltre, il collegamento fornisce un approfondimento al recruiter o al datore di lavoro su chi sei e cosa sai fare, grazie a maggiore spazio per i contenuti rispetto al CV ed alla possibilità di inserire contenuti multimediali come foto o filmati.

Non ultimo è utile anche per dimostrare una certa modernità e comprensione delle nuove tecnologie da parte tua.

3) LinkedIN funziona anche in Italia? E se voglio cercare all’estero?

Sì, LinkedIN funziona anche in Italia, specialmente nel nord che è culturalmente più avanzato, meno nel sud e nelle isole – notoriamente più arretrate in media e con le dovute eccezioni.
Funziona però con sfumature leggermente diverse, dove in alcune aree può essere più utile per la ricerca di lavoro e di talenti da inserire, in altre solo per eventi e relazioni professionali.
Attenzione però: dove lo strumento è valido ma è sotto-sfruttato, può esserci un enorme vantaggio per chi è il primo proporsi con iniziative di successo già sperimentate altrove, che vanno adattate un minimo alla realtà locale, guadagnando in visibilità e risultati.

Per chi invece vuole proporsi all’estero, LinkedIN offre l’opportunità di tradurre in più lingue il proprio profilo, avendo così pagine cumulative a quella nella propria lingua madre: se ci si vuole trasferire, bisogna sostituire la propria residenza con la città ideale in cui si vorrebbe vivere (specificando però nella propria descrizione) in modo da essere trovati più facilmente dai recruiters che operano in quella zona specifica.

4) è vero che è importante essere attivi nei gruppi per essere trovati?

Per esperienza, “nì”: è vero che essere attivi nei gruppi dedicati alla propria professione consente di avere maggiore visibilità e di instaurare più relazioni e, dunque, di allargare il proprio potenziale presso i recruiter, tuttavia è anche vero che questi ultimi sono spesso molto occupati e difficilmente hanno tempo per andare a leggere a fondo i vostri articoli o commenti. A mio avviso, sono molto più importanti: un buon profilo chiaro e leggibile, prove concrete delle tue attività precedenti e solide raccomandazioni su base fattuale da persone affidabili!

5) è vero che dovrei essere selettivo nelle mie amicizie su LinkedIN?

LinkedIn_NetworkDipende. Il punto è chi sei tu e dove vuoi arrivare? Di certo essere in contatto con i recruiter come me ed i miei colleghi è sempre utile come “investimento” per il futuro, o per chiedere un consiglio. Inoltre, è sempre utile essere in contatto con colleghi ed amici sul lavoro.
Ricordo ancora una volta che LinkedIN non è Facebook! Dunque non esiste “avere troppi contatti” se il tuo obiettivo è cercare lavoro ma la quantità non è sinonimo di qualità, anche considerando che la piattaforma è pensata per supportare relazioni a lungo termine, approfondite e di qualità piuttosto che per essere (solo) un’enorme evoluzione delle Pagine Gialle.
Se invece il tuo obiettivo è vendere ed avere un seguito di followers fidelizzati, allora è meglio il “pochi ma buoni”, ma questo è un altro discorso.
Pertanto, per i fini di ricerca di lavoro, è bene relazionarsi soprattutto con persone dove c’è un’affinità e reciprocità professionale e cementificare le relazioni solo con chi porta un valore aggiunto: ad esempio accetta e scambiati le referenze solo con le persone con cui hai realmente lavorato e che ti conoscono bene, privilegiando un approccio trasparente e veritiero, aggiungi colleghi e parigrado o professionisti di cui ti interessano gli aggiornamenti o che potresti voler reclutare (o potrebbero reclutarti) un giorno.
Si ha una situazione di neutralità con persone professionalmente molto lontane: aggiungere la cameriera che lavora al bar dell’ufficio, anche se siete amici d’infanzia, può non darti alcun valore ma nemmeno uno svantaggio (seriamente, chi è che si mette a spulciare i contatti uno ad uno in questo modo?) a meno che tu non ti metta ad utilizzare LinkedIN come Facebook, parlando della tua vita privata in pubblico.

C’è da utilizzare molta più prudenza in altri casi, ad esempio quando ci si mette in contatto con totali sconosciuti motivati solo dal promuovere sé stessi e che potrebbero approfittare di te per importunare te ed i tuoi contatti con offerte pubblicitarie incessanti e fastidiose. C’è chi è pronto a sfruttarti come referenza in modo ingannevole o, peggio, potrebbero essere professionisti della concorrenza che potrebbero usare LinkedIN per lo spionaggio industriale.

Con un minimo di buon senso, è possibile capire che le richieste da contatti che sembrano non appartenere a persone reali (es. con foto finte o profili non compilati a fondo) vanno rifiutate categoricamente ed è possibile.monitorare anche il comportamento della propria rete di contatti. Così come si da una possibilità a tutti di connettersi, altrettanto velocemente bisognerebbe isolare ed eliminare i contatti problematici.

Nel prossimo articolo, come pubblicare ed usare correttamente LinkedIN!

Mattia Loy
ilcurriculumvincente@gmail.com

4 pensieri su “L’importanza di LinkedIN nel CV

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