Il curriculum vincente per artisti

GUIDA ALA CREAZIONE DEL CURRICULUM SU MISURA PER ARTISTI

maschera teatro attoreCome già spiegai per i visual CV ed i CV creativi, candidati in cerca di lavoro in settori specifici possono avere bisogno di strumenti diversi per trovare lavoro ed il settore artistico è uno di questi. Pertanto anche il curriculum vincente per artisti dovrà essere diverso da quello standard: se la sostanza e le regole per un CV dall’effetto WOW sono sempre le stesse, sarà la forma a dover essere adattata al nuovo contesto.

Per gli artisti, come vedremo, il CV diventa sempre più minimal perché spesso è possibile mostrare ciò che si sa fare e non c’è bisogno di descriverlo con le parole, tanto che in alcuni casi estremi il CV diventa solo un concetto e non più un file word o foglio di carta.

Per questi motivi, ho scritto questo articolo a quattro mani col caro amico Alessio Medas, attore italiano da film con esperienze anche in ambito pubblicitario, specializzato in ruoli carismatici e peculiari, per aiutarti a realizzare il tuo curriculum vincente da artista e, in particolare un show reel perfetto se sei un attore o lavori nel settore cinematografico ed affini.

Preciso subito una cosa:

In generale, non è vero che il curriculum vitae classico non serve agli artisti

Anzi, piuttosto è vero il contrario: il CV serve sempre, in quanto è essenziale per inserire i dati anagrafici, i contatti, le lingue straniere, le specializzazioni ed i link ai propri contenuti salvati sul web, che diventano parte integrante della presentazione di un artista. Lavora però in parallelo con le prove tangibili della tua abilità da artista grazie ai supporti offerti dalla moderna tecnologia, come le varie piattaforme on-line e di archiviazione.
Per quanto i tuoi contenuti on-line lavorino per te, infatti, avrai sempre bisogno di comunicare al potenziale datore di lavoro o cliente chi sei e cosa sai fare a livello tecnico ed ecco quindi perché il curriculum vitae tradizionale non morirà mai nemmeno in questi settori.

Slides CV vincente verticaliPuoi sempre usare il modello semi-strutturato che propongo su Curriculum Vincente, restando però in una pagina, ma devi effettuare delle modifiche importanti.

  • Contatti essenziali:  se si ha un’agenzia vanno indicati tutti i dati dell’agenzia e non i tuoi. In aggiunta, ora possono essere essenziali nuovi dati su di te come età, altezza e peso soprattutto se il tuo corpo è importante per il tuo settore (moda e spettacolo ad es.); dati che sono altrimenti irrilevanti per altri settori.
  • Cappello introduttivo: le regole sono sempre le stesse. In poche righe, devi spiegare chi sei, come sei qualificato, cosa sai fare, dove vuoi andare e qual’è la tua motivazione specifica verso il datore di lavoro.
  • Competenze chiave: diventano le aree di specializzazione. Se sei un attore non puoi limitarti a scrivere “recitazione” come competenza se vuoi evitare la figura del fesso, talmente è scontato! Allo stesso modo non potrai scrivere solo “suonare” se sei un musicista o “ballare” se sei un ballerino. Dovrai invece elencare le tue aree tecniche di eccellenza.
  • Esperienze lavorative: come sempre deve essere l’elenco delle esperienze più significative, dalla più recente in poi. La differenza è che, da artista, diventa una cronologia delle tue opere principali o dei clienti e professionisti più importanti con cui hai lavorato! Inoltre, puoi volerle dividere per categorie o aree prioritarie: se sei un attore, ad esempio, dovrai elencare la filmografia alla quale hai partecipato dividendola tra cinema, televisione, teatro, cortometraggi e pubblicità, mantenendo un formato chiaro e costante che includa: “anno, titolo, regista e ruolo interpretato”.
    Ad esempio: 2016 – “L’ultimo giorno da disoccupato grazie a Curriculum Vincente”, di Mattia Loy. Ruolo: protagonista 
    Inoltre è preferibile evitare di mischiare le professioni a meno che non ti proponi per un cambio di carriera: dunque, se vuoi fare la presentatrice non proporti come modella e viceversa ma al massimo cita in modo minimal nel cappello introduttivo che hai fatto anche quello. Come sempre, più il CV è orientato verso una direzione specifica e ha una solida coerenza interna, tanto più sarà efficace rispetto al datore di lavoro potenziale che lo leggerà.
  • Formazione: come sempre, va indicata solo la formazione relativa al lavoro che si vuole svolgere, come le Accademie Teatrali, le scuole di fotografia, i nomi dei grandi maestri presso i quali hai appreso la tua arte etc.
    In alcuni casi può essere utile inserire la formazione scolastica come il liceo linguistico o, eventualmente, gli studi classici ma bisogna motivare questa scelta nel CV: per alcune professioni artistiche come il teatro o la fotografia la formazione scolastica può essere irrilevante e solo uno spreco di spazio.
    Un’eccezione esemplare potrebbe essere la cara amica Federica Lecca, fotografa e fondatrice di Captura: in data attuale lei si sta laureando in medicina ed un giorno potrebbe volersi proporre anche come specialista in fotografia macro nel settore medico-sanitario. Ecco allora che gli studi non-artistici servono, sono coerenti e vanno inseriti nel CV.
  • Lingue e competenze: fa messo tutto ciò che serve per il lavoro nello specifico. Le lingue straniere servono sempre e, per gli attori ed i doppiatori in particolare, vanno inseriti anche i dialetti, così come gli sport praticati ed altre capacità che possono essere utili per dare realismo alle scene interpretate. Per un fotografo naturalista, il trekking ed un passato come scoutista possono essere utili e via dicendo.
    Qui inoltre i tuoi hobby e la tua personalità devono risaltare ancora di più e devono risaltare più di una semplice righetta alla fine prima dell’autorizzazione dei dati, solitamente usata per dare un maggior tocco di “colore” al CV e di autenticità (che in altri casi è il tanto giusto).
  • Appendice: è l’equivalente delle pubblicazioni per i ricercatori, solo che qui inizierai ad inserire i tuoi allegati (come il tuo book fotografico) ed i link alle tue produzioni che hai caricato on-line sia in piattaforme di massa come Youtube, Instagram o Flickr piuttosto che in siti altamente specializzati e riviste on-line di settore. come ALPI fashion magazine per la moda o IMBD per il cinema e la recitazione.

Come sempre, tutto dipende dal contesto (ed ecco perché il metodo di Curriculum Vincente non si basa su rigidi template ma sull’approccio situazionale, perché ogni caso è unico!) e quindi quanto scritto sino a qui va adattato e declinato per i singoli settori, professioni e specializzazioni a prescindere che tu sia attore o grafico, musicista, modella, make-up artist etc.

Per questo motivo, adattabile a qualunque settore artistico, segue…

un esempio pratico: lo show reel vincente

Articolo di sopravvivenza per giovani attori alle prese con la prima demo

Alessio Medas

Alessio Medas sul set cinematografico in uno dei suoi ruoli tipici

Uno degli strumenti più importanti per l’autopromozione di attori, cinematografi, registi etc è lo “show reel” o demo: un estratto del meglio del meglio che un attore, regista o film-maker in genere può trarre dalle sue opere, realizzato mettendo assieme le scene più significative, in grado di mostrare le capacità del professionista secondo specifici canoni.

Durata

Per gli  standard  USA e UK la durata ideale è di 2:20 minuti, fino a 2:45 al massimo. La lunghezza è la prima cosa che viene valutata: l’industria cinematografica è un mondo veloce ed una demo di 3 minuti ed oltre scoraggia il regista ed i produttore dal guardarla, venendo così cestinata proprio come i CV di 3 pagine ed oltre (te l’avevo detto che la sostanza è la stessa ma cambia solo la forma, no?). Come per i curricula, infatti, essere sintetici (ma non poveri di contenuti) è essenziale, pertanto più gli show reel sono concentrati e diretti, meglio è.

La struttura della demo o show reel

  • Presentazione dell’attore (max 10 secondi)
  • Scene dimostrative (max 40 secondi ciascuna)
  • Chiusura con ri-presentazione dell’attore
  • Tempo totale: tra i 2:20 e 2:45 minuti

Presentazione dell’attore

La prima scelta per presentarsi riguarda l’headshot (o foto a mezzo busto, un primo piano) col tuo nome in sovra-impressione da mostrare, oppure un inserto tratto un tuo lavoro: un’immagine chiara che già ti ritrae nel ruolo che vorresti ricoprire, dove si vedono bene gli occhi (il contatto visivo è importante anche in questi casi) e che mostra sin da subito che tipologia di attore sei, il character type che sai interpretare e l’area di specializzazione.

Se sei un attore versatile in più ruoli è possibile proporre vari headshot o inserti di un paio di secondi ciascuno, che ti ritraggono in altri ruoli differenti. Questa parte deve durare 10 secondi al massimo. Una melodia libera da copyright può essere un valido supporto ma la sincronizzazione col video deve essere perfetta e finire senza brusche interruzioni.

La scelta del materiale da proporre

Sono le scene vere e proprie con le tue migliori performance, quelle degne da applauso, senza riserve: la qualità audio-video deve essere al massimo o l’attenzione dell’esaminatore andrà sui problemi tecnici e non su di te.
Il materiale deve essere scelto creando un mix vario che contenga vari elementi:

  • Chiarezza su personaggio e ruolo, da scegliere in base alle tue maggiori affinità. Devi scegliere il materiale dove è palese a tutti che sei perfettamente credibile per quel ruolo. Da evitare spezzoni dove ci sono primi piani di altri personaggi o attori perché è il tuo promo-video, non il loro. Se puoi, chiedi al regista con cui hai già lavorato il footage dove la videocamera era su di te; in alternativa usa il materiale che ti ritrae con meno persone possibili sul frame ogni volta che possibile. Soprattutto in caso di produzioni importanti, il materiale grezzo non è quasi mai disponibile quindi la regola del “solo è meglio” può essere violata se sei nella stessa scena con Tom Cruise o Sharon Stone! Da evitare ogni scena dove non sei perfettamente visibile, occhi inclusi, a meno che non siano esaltanti scene d’azione.
  • Scene d’ascolto: in recitazione è fondamentale, il modo in cui si ascolta il partner in scena, in quanto consente di apprezzare le capacità di recitazione col linguaggio del corpo e dunque a livello non-verbale e para-verbale. Se il collega con cui reciti incarna l’amore della tua vita che all’inizio sembra che ti stia per mandare al diavolo ed invece dichiara tutto il suo amore per te, la tua reazione deve essere coerente alla sua e deve essere un elemento da esibire.
  • Scene di dialogo: il modo in cui si interagisce, parla e ribatte all’altro personaggio o alla situazione. Da evitare assolutamente battute dette male, in modo meccanico o mal registrate anche se il lavoro del cinematografo è da strappare applausi a scena aperta.
  • Scene di dialogo interiore: se non ci sono altri personaggi in scena, allora la scena deve essere drammaticamente rilevante e mostrare come interagisci con gli oggetti in scena. Deve essere chiaro sempre e comunque cosa il nostro personaggio vuole e per cosa lotta, eventualmente cosa gli impedisce di ottenerlo e quindi l’urgenza della situazione.

Una volta scelto un buon mix di materiale, bisogna proseguire secondo i seguenti criteri:

  • La prima scena da proporre: deve essere semplicemente il meglio che hai sotto tutti i punti di vista, recitativo e tecnico-qualitativo del montaggio. Deve invogliare chi guarda la tua demo ad andare avanti e vedersela tutta.
  • Scene successive: creare varietà. Seguendo gli stessi criteri appena descritti, devi inserire la tua seconda miglior scena, meglio se di altro genere rispetto alla precedente e/o con personaggi e ruoli diversi. Se hai 10 corti dove in 2 di questi fai la parte del rapinatore di banca che urla per minacciare gli ostaggi o il soldato che urla per intimare ai nemici di arrendersi, usa solo uno di questi due corti anche se sono il tuo primo e secondo miglior risultato.
  • Evitare i macro blocchi: bisogna evitare, cioè, di mettere tutte le scene horror all’inizio, poi il blocco di quelle comiche e poi il colpo finale col blocco drammatico, che annoierà a morte chi ti seleziona. La varietà porta a creare curiosità e quindi a tenere alta l’attenzione di chi guarda il tuo reel.
  • Durata delle singole scene: il tanto che basta a farti apprezzare. Il reel deve intrattenere, come ogni buona pubblicità che si rispetti, con una durata massima di 40 secondi.
  • Ultima scena: non deve essere la “terza miglior scena” ma un ultimo spezzone veramente molto valido, per premiare chi ha guardato tutta la tua presentazione. Poi si chiude il reel con l’headshot, nome e contatti usati in apertura, proprio come la copertina di un libro che si chiude.

Questo modello di show reel (o demo) è di taglio generale,  per riassumere la tua essenza di attore in pochi minuti affinché tu possa utilizzarlo come “curriculum” d’apertura presso un possibile datore di lavoro, quale un regista, film-maker etc.
In altri contesti (come la realizzazione di un proprio sito web) è raccomandata la realizzazione di uno show reel specifico per ogni settore in cui ti vuoi proporre: le regole sono sempre le stesse ma la durata massima deve essere di un minuto per video.

Per le altre professioni il discorso è analogo e va declinato in base ai singoli settori: tutti gli artisti devono avere un proprio sito o, almeno, un archivio on-line facilmente accessibile alla possibile clientela per mostrare le proprie performance migliori, così come le imprese e/o i clienti importanti per i quali si è già lavorato!

A seconda del tuo settore dovresti usare un po’ di fantasia, perché il CV può diventare quasi un concetto astratto e prendere forme diverse: può diventare il libretto interno del cofanetto porta-CD con le canzoni della tua band, la tua autobiografia sul tuo sito di fotografia, l’articolo scritto da una giornalista o qualunque forma sia più congeniale al tuo settore perché, se di certo la tua produzione artistica è l’elemento fondamentale, consiglio sempre di accompagnarla con un curriculum anche minimal ed una lettera di presentazione corta ma appassionata e dritta al punto, che sappia raggiungere il cuore di chi la legge ed illustri i vantaggi che porteresti a chi ti paga per lavorare, anche quello scontato e talvolta sottovalutato di farne una persona più felice!

Cambia la forma ma non la sostanza di Curriculum Vincente!

Mattia Loy
ilcurriculumvincene@gmail.com

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